Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
L'ultimo respiro verde
Non sarà il fuoco.
Il fuoco lascia cenere, e la cenere, qualche volta, sa ancora nutrire la terra.
Sarà il giorno in cui il vento attraverserà la foresta senza trovare una foglia con cui parlare.
Allora capiremo che gli alberi non erano alberi.
Erano il fiato invisibile che ci teneva in vita, la pazienza della pioggia, la voce antica dei fiumi, l'ombra che insegnava al seme la speranza.
Per secoli abbiamo creduto che la natura fosse un possesso, una miniera da svuotare, un legname da contare, un confine da spostare.
Abbiamo chiamato progresso la nostra stessa dimenticanza.
E intanto, nel cuore verde del mondo, ogni tronco caduto ha avuto il suono sommesso di una parola che nessuno ha voluto ascoltare.
L'Amazzonia non appartiene al Brasile.
Appartiene al respiro di un bambino che nascerà domani, alla neve che ancora resiste sulle montagne, all'acqua che cerca il mare, agli uccelli che ignorano le frontiere e attraversano il cielo come se fosse una sola patria.
Noi passiamo.
Le foreste, se abbiamo la saggezza di lasciarle vivere, rimangono.
Custodiscono il tempo con la stessa umiltà con cui una madre vegliando un figlio gli insegna a respirare.
Il giorno in cui cadrà l'ultimo grande albero, la Terra continuerà a girare.
Saremo noi ad aver smesso di meritarla.
© Johann Lubeck
L'ode trae spunto dal dibattito apertosi in Brasile intorno alla proposta di riforma delle norme ambientali, che secondo numerosi scienziati, organizzazioni indigene e associazioni ambientaliste potrebbe semplificare il rilascio delle autorizzazioni per grandi opere infrastrutturali, attività minerarie e progetti economici nell'area amazzonica. I sostenitori della riforma la considerano uno strumento per favorire lo sviluppo e attrarre investimenti; i critici temono invece un indebolimento delle tutele ambientali e un'accelerazione della deforestazione, con conseguenze rilevanti per la biodiversità, il clima globale e le popolazioni native.
Questa poesia non intende esprimere un giudizio su una parte politica, ma ricordare che la salvaguardia delle grandi foreste tropicali riguarda l'intera umanità e le generazioni future.